Ludwig Feuerbach nacque in Baviera a Landshut nel 1804, in una ricca famiglia dove il padre Paul Johann Anselm professore di diritto fu un eminente giurista, nel 1814 dopo il trasferimento della famiglia a Bambenga F inizia a frequentare il ginnasio, che continuerà ad Ansbach, nel 1821 prende lezioni di ebraico allo scopo di approfondire lo studio della Bibbia in quanto fondamento della teologia cristiana, nel 1822 consegue la licenza liceale e nel 1823 si inscrive alla facoltà di teologia, nel 1824 trasferitosi a Berlino, segue lezioni di Hegel e di famosi teologi che insegnano all'università, in questo periodo F avverte già profonda la contraddizione tra la teologia e la filosofia sentendole incompatibili e avvertendo la necessità di una scelta. Nel 1825 passa alla facoltà di filosofia, dove studia un anno come discepolo di Hegel. Nel 1928 si laurea in filosofia e consegue la libera docenza, con dissertazione De ratione, una,universali,infinita. Dal 1829 al 1932 frequenta corsi di logica e metafisica all’università di Erlangen. Nel 1830 pubblica anonimi gli scritti:"Pensieri sulla morte e immortalità" di intonazione violentemente anticristiana, il libro viene sequestrato, l'autore riconosciuto e la sua carriera accademica inesorabilmente compromessa. Nel 1932 F non riesce a farsi accettare come cattedratico, si reca a Francoforte dove scrive Storia della filosofia moderna e aforismi dal titolo Abelardo e Eloisa. Alla fine dell'anno ottiene l'insegnamento irregolare a Erlangen. Nello stesso anno si lega in fraterna amicizia con Cristian Kapp professore di filosofia e studioso di scienze naturali. Nel 1833 esce “Storia della filosofia moderna da Bacone a Spinoza” e benché l'opera venga apprezzata nel mondo accademico F non riesce ad ottenere una cattedra per l'insegnamento. Nel 1834 esce il volumetto “Abelardo ed Eloisa” su annali di critica scientifica organo della scuola hegeliana berlinese, esce Lettera sulla filosofia hegeliana del Prof. Bechmann con la collaborazione di F, questa rivista continuerà fino al 1837. Nel 1837 F si sposa con Bertha Low e si stabilisce in Baviera nel castello di Bruckberg di proprietà della moglie, dove vivrà felicemente per più di venti anni. Nel castello vi era incorporata una fabbrica di porcellane che avrebbe costituito la principale fonte di reddito dei coniugi. In quel anno F comincia a coltivare lo studio delle scienze naturali, botanica, zoologia, anatomia, fisiologia, geologia ed entomologia. Nello stesso anno pubblica “Leibniz”. Nel 1838 F rompe con l'hegelismo ufficiale entrando come collaboratore alla tribuna degli hegeliani di sinistra, sotto invito di Arnold Ruge. Nel 1839 F scrive Filosofia e Cristianesimo, in relazione all'accusa di anticristianesimo che è stata rivolta alla filosofia hegeliana, lo stesso anno scrive il saggio "sul miracolo" e un importante contributo alla critica della filosofia hegeliana; lo stesso anno nasce la prima figlia Leonore. Nel 1841 F produce il suo capolavoro: “L'Essenza del cristianesimo”, lo stesso anno rifiuta una cattedra all'università. Nel 1842 a F vengono mossi violenti attacchi per la pubblicazione di “Essenza del cristianesimo”, egli risponderà pubblicando illustrazioni di una recensione teologica dell'Essenza del cristianesimo, lo stesso anno nasce la seconda figlia Mathilde. Nel 1843 escono la seconda edizione dell'Essenza del cristianesimo e i”Principi della filosofia dell'avvenire”, lo stesso anno F declina l'invito a collaborare agli annali franco-tedeschi curati da Ruge. Nel 1844 esce: l'essenza della fede nel senso di Lutero, integrato da “La differenza tra la divinizzazione pagana e quella cristiana dell'uomo”. A fine anno muore la figlia minore. Nel 1845 in polemica con Stirner pubblica l'articolo:” L'essenza del cristianesimo relativamente all'Unico e la sua proprietà”. Nel 1846 altro capolavoro di F “L'essenza della religione”, lo scritto compare la prima volta sulla rivista " Die Epigonen" , lo stesso anno pubblica” Critiche e saggi filosofici dove esce la prima volta il saggio Contro il dualismo di corpo e anima, carne e spirito”. Nel 1847 esce “ La questione dell’immortalità dal punto di vista dell’antropologia”. Nel 1848 un gruppo di seguaci ed amici lo esorta a candidarsi al Congresso di Francoforte, ma egli declina l'invito. Accoglie invece l'invito di alcuni studenti e tiene lezioni a Francoforte sull'Essenza della religione il mercoledì, venerdì, e sabato di ogni settimana fino al marzo del 1849. Nel 1851 saranno pubblicate le lezioni sull'essenza della religione opera accolta con indifferenza. Nel 1857 dopo cinque anni di lavoro isolato nel castello di Bruckberg esce “Teogonia”, come nono volume delle opere complete. Nel 1860 di conseguenza al fallimento della fabbrica di porcellane, si rende necessaria la liquidazione del castello, con conseguente trasferimento del filosofo a Rechenberg vicino a Norimberga. Nel 1866 F pubblicherà il decimo volume delle sue opere: “Divinità, libertà e immortalità dal punto di vista dell'antropologia”, poi i saggi: “Il segreto del sacrificio, ovvero l'uomo e quello che mangia”. Poi ancora “Spiritualismo e materialismo particolarmente in rapporto alla libertà nel volere”. Con questo volume le pubblicazione di F cesseranno per sempre. Nel 1870 un colpo apoplettico ridurrà F in fin di vita. Il 13 settembre 1872 Feuerbach muore a Rechenberg presso Norimberga, ai funerali del filosofo parteciperanno parecchie migliaia di operai dando luogo alla più grande manifestazione socialdemocratica mai vista a Norimberga. Ho voluto riportare la biografia di F perché è fondamentale per capire chi fu F, e quale è stata la sua formazione e la cronologia della sua opera. Ludwig Feuerbach fu esponente della cosiddetta “sinistra hegeliana”. Il pensiero di Feuerbach si mosse da una serrata critica del sistema filosofico di Hegel del quale denunciava l’astrattezza ed il formalismo, approdando nelle sue opere mature a conclusioni ispirate ad un radicale realismo, ed ad un umanesimo materialistico. Il campo di interesse filosofico di Feuerbach fu sostanzialmente l’idealismo religioso, nessuno come lui partendo dalla teologia portò avanti un’integrale e conclusiva spiegazione della più profonda essenza della religione in generale, e del cristianesimo in particolare; indagando poi anche sugli aspetti filosofici della morte e dell’immortalità. Importante è rilevare l’influenza del pensiero di Feuerbach su Marx, che in età matura si distinse con Engels per avere posto le basi teoriche del socialismo scientifico, meglio noto come comunismo. Marx ed Engels furono insigni economisti e politici, ma la parte filosofica del loro pensiero la derivarono in grande misura da Feuerbach; è possibile affermare che senza Feuerbach il marxismo non sarebbe nato come noi lo abbiamo conosciuto. Ma la riconoscenza di Marx e Engels verso Feuerbach si esaurì in 11 pensierini scritti da Marx, noti come “Tesi su Feuerbach” nei quali si prende le distanze da Feuerbach accusandolo di idealismo, di astrattezza, di mancanza di spirito rivoluzionario, ed infine si afferma:” I filosofi hanno soltanto diversamente interpretato il mondo, ma si tratta di trasformarlo”. Accusarono Feuerbach di idee staccate dalla “prassi” cioè dall’azione reale e pratica nella società. Ma ognuno dico io deve fare il suo mestiere, ed il filosofo non può diventare un rivoluzionario, in pratica Marx rimprovera Feuerbach di non essere un politico. Ma in verità Marx ed Engels da Feuerbach avevano preso le travi che avrebbero sostenuto la loro teoria. In uno scritto postumo datato 1888, Friedrich Engels scrisse di Feuerbach: L’evoluzione di Feuerbach è quella di un hegeliano, a dire il vero non del tutto ortodosso, verso il materialismo; evoluzione che porta ad un punto determinato, a una rottura totale col sistema idealistico del suo predecessore. Engels rivede così l’accusa ingiusta di idealismo fatta in tempi precedenti. Scrisse Feuerbach in una lettera nella quale faceva proponimenti per il futuro: non voglio più scrivere libri… Ho intenzione di rivolgermi, del resto, a cose pratiche ed immediate. Egli tutta la vita sospettò che scrivere libri, filosofare, fosse un’attività idealistica, perché non pratica e utile alla vita quotidiana. A mio giudizio la differenza pratica più sostanziale che è esistita tra Feuerbach e Marx è che il secondo era un pensatore politico ed il suo pensiero è stato unicamente rivolto alla società, mentre nelle opere di Feuerbach non si trova mai nessuna deduzione rivolta alla società, mai in Feuerbach esiste un minimo riferimento politico, egli si rivolse unicamente all’individuo. Scrisse Russell: Considerato unicamente come filosofo, Marx ha delle gravi manchevolezze. E troppo pratico, troppo coinvolto nei problemi del suo tempo. Pietre miliari del pensiero filosofico moderno sono le opere di Friedrich Nietzsche(1844-1900). Nietzsche ambientò il suo pensiero filosofico, tragico e distruttivo nei miti della Grecia Classica. Scrisse di lui Heidegger che volle collocare Nietzsche nella filosofia metafisica tra Platone e Aristotele: “ Si tratta di uno stadio della metafisica occidentale che è probabilmente al suo stadio finale; non si vedono infatti altre possibilità per la metafisica, dopo che essa ha con Nietzsche , in un certo modo spogliato se stessa dalla propria possibilità essenziale”. A mio parere il pensiero di Nietzsche mostra il massimo della sua potenzialità nell’opera utile ed importante nella demolizione, nella distruzione dei valori e delle morali, ma alla fine del lavoro non restano che le macerie del nichilismo. In un appunto del 1887 intitolato: “Il nichilismo europeo” Nietzsche definisce il nichilismo quella condizione storica e spirituale in cui viene alla luce definitivamente la menzogna della morale e si scopre l’assoluta arbitrarietà dei valori. Tra le demolizioni più rilevanti vi è quella del cristianesimo operata da Nietzsche nel libro: l’Anticristo, la maledizione del cristianesimo. Nietzsche scrive in Ecce Homo: Dio, immortalità dell’anima, redenzione, al di là, sono tutti concetti ai quali non ho dedicato nessuna attenzione, e neppure il mio tempo, anche da bambino. L’ateismo, per me, non è un risultato, e tanto meno un avvenimento, come tale non lo conosco: io lo intendo per istinto. In questa frase è contenuta la sua professione di ateismo, ma anche il cinismo e l’alterigia che caratterizzano questo filosofo che è difficile amare e a tratti può risultare odioso, ma dal quale non si può prescindere. Arrivati all’era moderna si deve ricordare, l’insigne pensatore inglese Bertrand Russell(1872-1970). Bertrand Russell è un pensatore materialista, razionalista, ed il suo pensiero filosofico è tratto il più possibile dalla scienza ed in modo speciale dalla matematica, della quale fu un esponente. A mio parere il pregio più evidente di Russell è l’aver divulgato nei suoi libri la sua filosofia in un modo semplice con un linguaggio alla portata di molte persone, che attraverso i suoi scritti possono avvicinarsi alla filosofia. Come pensatore contemporaneo degno di nota per la sua opera, in diversi momenti citata in questo libro, “Trattato di ateologia”, voglio ricordare Michel Onfray. Professore di liceo, poi fondatore dell’Università popolare di Caen (Francia), ha pubblicato una trentina di libri. Questo filosofo contemporaneo ha contraddetto il concetto della “morte di Dio”. Il prof. Onfray ha recentemente affermato: Terzo grande momento dell’ateismo occidentale, pilastro fondamentale di una ateologia degna di questo nome: Ludwig Feuerbach propone infatti una spiegazione di ciò che dio è. Egli non si limita a negarne l’esistenza, ma ne seziona la chimera.